Ebook Antonio Gramsci

 

Antonio Gramsci, biografia ed opere letterarie

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Antonio Gramsci nacque ad Ales in provincia di Cagliari nel 1891 da una famiglia della piccola borghesia. È considerato un politico, un uomo di grande intelligenza e una delle maggiori figure italiane della prima metàdel ‘900.

Frequentò l’universitàdi Torino e si iscrisse al Partito Socialista Italiano. Nel 1919 diede vita insieme a Palmiro Togliatti a “L’Ordine Nuovo”, un settimanale socialista destinato alla classe operaia. In seguito alla rottura con il PSI, insieme a Bordiga fonda il Partito comunista italiano. Con l’avvento del fascismo, viene arrestato e portato dapprima ad Ustica e poi al carcere di Milano e infine in quello di Turi in provincia di Bari. Per le sue condizioni di salute precarie viene trasferito in una clinica romana dove muore nel 1937.

Gli scritti di Gramsci che sono costituiti da articoli pubblicati sull'Avanti e su “L’Ordine Nuovo” e da lettere scritte durante il periodo di prigionia, sono stati raccolti e pubblicati postumi in un volume chiamato “Quaderni dal carcere”.

 

 

Dagli scritti politici alle note sul Fascismo ed il Risorgimento, download gratuito

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Il pensiero di Antonio Gramsci

Antonio Gramsci, conosciuto anche come Antonio Francesco Gramsci, è stata una persona di grande carisma e di spiccata personalità soprattutto all’interno del Partito Comunista, essendo uno dei principali fondatori.

Numerosi sono stati i suoi scritti, alcuni dei quali analizzano in modo molto profondo il pensiero Marxista, affrontando delle tematiche a dir poco scottanti, come il potere delle persone potenti su gente normale.

Ma sarò proprio a causa della sua ideologia che Gramsci verrà arrestato durante il periodo del fascismo e in 11 anni di prigionia non avrà mai modo di vedere i suoi figlioletti crescere.

Oltre ad essere stato un grande esponente politico, viene ricordato anche per le sue attività di critico letterario, filosofo, scrittore e giornalista.

Le lettere dal carcere è uno dei più importanti e commoventi epistolari della letteratura italiana dove lo scrittore mette in evidenza non soltanto il suo lato umano, ma l’equilibrio nonché la parsimonia con cui seppe affrontare le sofferenze del carcere.

Le lettere hanno come destinatari due nuclei familiari: la famiglia di origine sarda, composta dalla madre Peppina Marcias, le sorelle Teresina e Grazietta, il fratello Carlo che vive a Milano e poi c’è l’altra famiglia, ovvero quella acquisita, composta dalla moglie Giulia, Schucht, i figli Delio e Giuliano, la cognata Tatiana, nonché l’amico Piero Sraffa.

Le pagine epistolari di quest’opera sono ricche di passione che inducono però alla compassione. Si, alla compassione di un uomo che nonostante le sofferenze inflitte continua con grande dignità ad esporre le sue idee, considerate eretiche perché in contrasto con la linea imposta da Mosca del partito social-fascismo. Leggendo quest’opera si ha la possibilità di delineare in modo approfondito e dettagliato il ritratto dello scrittore, protagonista di drammatici eventi svoltisi nella prima metà del XX secolo.

Le lettere dal carcere sono dunque, un classico della letteratura e non della memorialistica. A prescindere dal tipo di cultura che si possiede, queste lettere parlano da sole ad ogni singola generazione.

Sarà Benedetto Croce, il primo ad intuire l’universalità dell’opera e dell’autore.

Ma l’opera più importante nonché significativa sono i Quaderni del carcere composta da 6 volumi: Il materialismo storico e la filosofia di Benedetto Croce (1948), Gli intellettuali e l'organizzazione della cultura (1949), Il Risorgimento (1949), Note sul Machiavelli, sulla politica e lo Stato moderno (1949), Letteratura e vita nazionale (1950), Passato e presente (1951), e ripubblicati successivamente nel 1975 nella versione integrale definitiva.

Quaderni del carcere sintetizzai problemi che infliggono la società italiana sia dal punto di vista storico che culturale. Ma non si possono capire I Quaderni se prima non si legge l’altra sua opera, ovvero le Lettere. Senza le Lettere, i Quaderni rimarrebbe un’opera frammentaria.

Ed è proprio in una lettera scritta da Gramsci alla moglie Giulia, nel 1929, che si può cogliere in maniera significativa il tema di fondo del suo studio in merito alla storia degli intellettuali. E’ grazie alla lettere, che questa tematica assume connotati di grande rilievo. A questa tematica si lega quello dell’egemonia nonché della rivoluzione passiva. Secondo Gramsci tutti gli uomini sono intellettuali ma non tutti hanno nella società tale funzione. Lo scrittore vede un reale bisogno di un processo rivoluzionario. La conquista dell’egemonia e del potere da parte del proletariato sarebbe stato raggiunto  soltanto se la classe proletaria avrebbe attirato a sé gli intellettuali di tipo tradizionale, ovvero “commessi” della classe dominante.

Gramsci ritiene che l’azione della borghesia avrebbe potuto assumere un carattere del tutto rivoluzionario soltanto se fosse stato appoggiato dalla massa popolare, in particolar modo dei contadini i quali costituivano a quel tempo la maggioranza della popolazione. Purtroppo la classe popolare non trovò mai una propria identità e un proprio spazio politico.

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